POSTE ITALIANE E AZIENDE TELEFONICHE

SOTTO IL MIRINO DEL COORDINAMENTO NAZIONALE

"Voglio Vivere....mi manda Anna Massone"

 

DEPOSITATA QUERELA CONTRO I RESPONSABILI

 

 

RICHIESTE ASSURDE DEI DATI CATASTALI DA PARTE DELLE UTENZE DI ENERGIA ELETTRICA, SERVIZI DI TELEFONIA FISSA, MOBILE E SATELLITARE, SERVIZI IDRICI E DEL GAS: a che scopo mettere le mani in tasca ai cittadini?

 

NON INVIATE NULLA!!!!

 

Gli utenti cominciano ad essere oltre che bersagliati anche veramente stufi da ossessive e irragionevoli richieste di fornire dati catastali dell’appartamento in cui abitano. Infatti le aziende della luce, dell’acqua e del gas stanno iniziando ad applicare le prescrizioni della Finanziaria 2005 ribadite recentemente dall’Agenzia delle Entrate richiedendo agli utenti di comunicare il codice fiscale e, non solo, anche i dati catastali degli immobili presso cui le utenze sono state attivate.

Anna Massone presidente nazionale del coordinamento VOGLIO VIVERE chiarisce: ”Si tratta di obblighi che comportano molte difficoltà posto che non tutti sono in possesso dei dati richiesti, come ad esempio gli inquilini in affitto, o, anche nel caso riescano a reperirli, i moduli non sono affatto di facile compilazione.

Ma  vi è di più a carico degli utenti!! Nel caso, poi, sia necessario richiedere al Catasto i dati utili per la compilazione del modulo, iniziano le spese! A queste si aggiungono quelle per la spedizione del modulo stesso.

ULTIMA NOVITA’ : udite! udite! L’azienda del gas “AMGA” richiede la spedizione dei dati catastali anche via telefax, con aggravio di ulteriori spese a carico degli utenti”.

Prosegue Anna Massone “Una vergogna se facciamo un rapido e sommario calcolo di quanto le casse dello Stato incassano per ottenere i dati catastali esclusivamente a spese degli utenti.

Tenendo conto dei dati Istat 14° censimento anno 2001 possiamo effettuare il seguente calcolo:

in Italia ci sono circa 57 milioni di abitanti e circa 16.130,368 nuclei familiari in tutta Italia. Nel rispetto della Finanziaria 2005 ciascun nucleo familiare dovrebbe trasmettere i dati catastali alle utenze di seguito riportate sostenendo le relative spese postali:

ENEL     spesa per lettera prioritaria 0,60, o per raccomandata 3,20 x  16.130,368 nuclei familiari

AMGA spesa per lettera prioritaria 0,60, o per raccomandata 3,20 x  16.130,368 nuclei familiari

UTENZA TELEFONICA spesa per lettera prioritaria 0,60, o per raccomandata 3,20 x 16.130,368 nuclei familiari.

Pertanto le Poste Italiane incasserebbero Euro 9.678 per lettere prioritarie per ciascuna utenza! Ed Euro 51.617 per raccomandate con ricevuta di ritorno per la singola utenza!

La Finanziaria non precisa quale mezzo postale usare se prioritaria o raccomandata, con o senza ricevuta di ritorno, sicchè l’utente è totalmente disinformato sul mezzo postale da usare.

In totale contrasto con lo Statuto del contribuente l’Agenzia delle Entrate- interpretando in modo ultrafiscale la Finanziaria 2005- ci obbliga a comunicare anche 3 volte l’anno i dati catastali dell’appartamento. Norme assurde e in totale contrasto con lo Statuto dei diritti del contribuente che esclude espressamente che l’amministrazione finanziaria possa pretendere dal cittadino la comunicazione di dati di cui è già in possesso o di cui sono in possesso altre amministrazioni. Ed è inconcepibile, oltretutto, che all’utente venga chiesto di fornire gli stessi dati da ciascuna delle società che erogano gas, acqua, energia elettrica, le quali poi provvederanno, ognuna per suo conto, a trasmetterli all’Agenzia delle entrate ( che invece potrebbe ottenerli direttamente dal catasto in via telematica). Ancora più inammissibile che quando si chiede un aumento di potenza della corrente elettrica si debbano comunicare nuovamente gli stessi dati forniti all’atto della stipula del contratto o del precedente rinnovo.

E conclude “Ci domandiamo a cosa possano servire queste richieste ossessive degli stessi dati, se non a far perdere tempo inutilmente a milioni di cittadini e riempire le casse delle Poste Italiane e dei gestori di telefonia!

Le autorità competenti indaghino e facciano chiarezza”.

I cittadini che vogliono sapere come comportarsi di fronte a questo ennesimo sopruso possono contattare la nostra sede al numero 010 5958259 o inviarci una e-mail a vogliovivere@vogliovivere.it

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